giovedì 20 giugno 2013
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Storia Costumi e Tradizioni
San Biagio PDF Stampa E-mail
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martedì 03 febbraio 2009

                     Chiesa di San Biagio      Statua di San Biagio

San Biagio, protettore di Vivaro Romano, è uno dei santi più popolari della Storia Cristiana ed è ricordato dalla Chiesa nel suo giorno natale, cioè il 3 febbraio. Visse nel III secolo in Armenia esercitando medicina.Viene ricordato per aver curato indifferentemente dalla fede religiosa malati di ogni tipo.Il miracolo per il quale è stato innalzato alla dignità di Santo è stato quello di aver guarito un ragazzo che aveva una lisca di pesce conficcata nella trachea. A causa della sua fede venne imprigionato dai Romani e durante il processo rifiutò di rinnegare la fede Cristiana; per questo fu straziato con pettini di ferro che si usano per cardare la lana. Morì decapitato tre anni dopo la concessione della libertà di culto nell'Impero Romano.Vivaro Romano gli dedicò la Chiesa Parrocchiale, come protettore insieme a Maria S.S. Illuminata. I festeggiamenti locali prevedono novena, vespri e messa cantata con annessa processione fino al monumento dei Caduti.

Ultimo aggiornamento ( martedì 09 giugno 2009 )
 
Sant'Antonio PDF Stampa E-mail
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giovedì 15 gennaio 2009

 

S.Antonio Abate 

Il 17 Gennaio viene festeggiato S.Antonio Abate.
Si narra che durante la sua vita, vissuta quasi esclusivamente nel deserto,
le materializzazioni delle sue tentazioni avvennero sotto formadi maiali.cani mucche ecc.
Venne quindi considerato,da sempre, protettore degli animali  e per questo  nella ricorrenza della sua festa  vengono benedette tutte le speci presenti nel paese e le loro stalle.
La nota caratteristica del popolo Vivarese per questa festa è quella della "Frasca" costituita appunto da un ramo al quale vengono appesi i prodotti più comuni del territorio locale quali sono salsiccie prosciutti formaggio spighe di grano pannocchie  e polli.
Dopo la benedizione i partecipanti usano mangiare tutte le provviste, annaffiandole con un fiasco di vino rossoauspicandosi così che la terrasia nell'immediato futuro generosa con loro.

Ultimo aggiornamento ( martedì 21 settembre 2010 )
 
Breve Storia di Vivaro Romano PDF Stampa E-mail
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mercoledì 03 settembre 2008

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LA NASCITA
Nell'anno 90 a.C. l'antico territorio degli Equi venne sconvolto dalla guerra sociale o marsica, la rivolta delle popolazioni italiche contro Roma. La colonia romana di Carseoli (fondata nel 298 a.C.) venne distrutta, e i coloni superstiti si rifugiarono sul  Colle Gennaro, ove si unirono ai pastori equi e formarono il primo agglomerato di capanne.


LA CITTA' ROMANA     
La rivolta fu domata, Carseoli fu ricostruita, ma il nuovo centro continuò a vivere e prosperare prendendo il nome di Vivarium o Vivarus o Bibarum. Nome di derivazione incerta: venne attribuito probabilmente per l'abbondanza di acque che permise la creazione di un allevamento di pesce destinato a rifornire le mense dell'urbe, come parrebbe confermare il nome di Peschiera dato alla piazza centrale dell'abitato (Giovenale, nelle Satire, chiama vivaria i bacini ove si allevano i pesci).


I LONGOBARDI       
Nel V secolo d. C. l'Impero Romano venne travolto dalle popolazioni nomadi venute dall'est, la stessa Roma venne saccheggiata e il piccolo borgo di Vivaro seguì le sorti della grande madre: finì per subire il dominio longobardo divenendo parte del ducato di Spoleto, inclusa nel Gastaldato di Tora. Pochi documenti illuminano le vicende del torbido periodo che vede sorgere la civiltà feudale, quando il regno longobardo fu distrutto da Carlo Magno e la Chiesa di Roma assurse gradualmente al rango di massima potenza.


L'INCASTELLAMENTO     
Nell'XI secolo Vivaro divenne un castrum, così come si può desumere dal Registro farfense del 1010-12. Come tale, il paese fu conteso tra feudatari e potere ecclesiastico. Prima fu oggetto delle mire del conte Trasmundo; successivamente divenne pertinenza dell'abbazia di Farfa, di cui seguì le sorti nel tormentato periodo delle lotte delle investiture tra papato ed impero,  tra Svevi e papa, tra guelfi e ghibellini, sino a veder sfilare sotto le sue mura l'esercito di Corradino, diretto a Tagliacozzo per lo scontro decisivo con Carlo d'Angiò.


GLI ORSINI     
L'elezione al soglio pontificio di papa Bonifacio VIII Caetani vide Vivaro coinvolto nella lotta tra i Caetani e i Colonna, i cui feudi lo circondavano. Il papa, in questo contesto, concesse alla nobile e fedele famiglia romana degli Orsini i domini di Farfa e, di conseguenza, anche Vivaro. Il borgo divenne il centro strategico delle terre degli Orsini, tanto che nel 1400 vi fu fatta costruire una  superba rocca di bella architettura con due alte torri di forma quadrata ed altre uguali al centro, la stessa rocca che finirà distrutta nei fatti del 1799.


LA COMMUNITAS     
Il 1500 portò Vivaro al centro di vivaci contese tra le potenti famiglie nobiliari romane per il suo possesso, gli Orsini, i Ceuli, i Brancaleoni. I vivaresi, stanchi di essere sottoposti ai feudatari, si rivolsero infine al papa ed ottennero dai Brancaleoni la possibilità di costituirsi in communitas, con uno statuto e leggi proprie. Si costituì così in Vivaro un duplice potere: quello della communitas, appunto, e quello feudale.               


I BORGHESE     
La bancarotta dei Ceuli, feudatari di Vivaro, portò al dominio di un'altra potente famiglia della nobiltà romana: i Borghese. Il 1 novembre 1609 i magistrati della comunità, toccando il libro della Sacra Scrittura, prestarono nelle mani di due procuratori solenne giuramento di fedeltà, di omaggio e di ligio a Ecc.mo signor Giovanni Battista Borghese, padre di quel Marc'Antonio Borghese che di lì a poco verrà nominato da suo zio, papa Paolo V, principe di Vivaro, avendo lo stesso costituito il feudo vivarese in principato.


LA PESTE DEL 1656 E LA FAME NERA DEL 1764     
Il XVIII secolo fu segnato dal ricorrente flagello della peste  nera. Nel 1630 il morbo contaminò il milanese facendo strage; nel 1656 devastò l'Italia dalla Liguria a Napoli colpendo quelle regioni che erano sfuggite alla peste di Milano. Vivaro non sfuggì alla triste sorte: l'epidemia sorprese i vivaresi nel tempo della "trita" e delle feste patronali e portò a termine il suo tragico lavoro. Quando i primi freddi spazzarono il morbo, erano rimaste, su circa 600 anime, soltanto 69 donne, 63 uomini, 47 ragazzi e 3 vecchi. Purtroppo gli anni successivi si rivelarono molto travagliati a causa di ricorrenti crisi alimentari, sino a giungere alla carestia del 1764 che portò alla fame nera ed alla morte di 66 vivaresi su 766 abitanti.


LA REPUBBLICA ROMANA E LA RIVOLTA DI MASTRO LAVINIO     
Il 1789 vide l'inizio di quella rivoluzione francese che spazzò i residui di feudalesimo dall'Europa  e  creò, come suo alfiere, quel Napoleone Bonaparte che in breve tempo portò il vessillo della libertà in tutta Europa. Nel 1798 anche Roma, la Roma dei papi, divenne una repubblica, ma Vivaro non accettò con simpatia la novità: anzi mostrò una aperta ostilità, che si concretizzò in una vera e propria insorgenza guidata dal fabbro ferraio Mastro Lavinio Ferruzzi. Egli seppe resistere eroicamente all'assedio del castello da parte delle truppe francesi guidate dal generale Jablonowski: per la difesa, Mastro Lavinio si servì financo di un ingegnoso cannone di legno da lui stesso costruito. La rivolta fu repressa dai francesi ed il castello conquistato il 17 floreale a.VII rep.no, il 6 maggio 1799. Dopo pochi giorni, i vivaresi distrussero quel simbolo di un potere che troppe volte li aveva angariati.

 

LA RESTAURAZIONE E IL BRIGANTAGGIO     
Nel 1815 Napoleone, definitivamente sconfitto, lasciò l'Europa per l'esilio ed ebbe inizio la Restaurazione. A Roma tornò il papa, nella figura di Pio VIII, ma i fedeli vivaresi non ottennero segni di riconoscenza, anzi conobbero molte traversie di carattere economiche. Il disagio sociale alimentò anche nelle terre vivaresi il fenomeno del brigantaggio, che si concretizzò nelle gesta del celebre Gasparone, brigante abruzzese che si affacciò anche nella nostra zona.

 

IL RISORGIMENTO     
Il periodo tra il 1820 e il 1870 vide nascere e sviluppare quel movimento politico ed ideale per l'unificazione dell'Italia chiamato Risorgimento, da cui anche Vivaro fu contagiato. L'elezione al soglio pontificio di Pio IX portò nel nostro centro un nuovo clima: venne formata una guardia civica, e quando a Roma Mazzini e Garibaldi crearono la Repubblica Romana, Vivaro vi partecipò. Guida del movimento vivarese fu il segretario comunale Gio' Giacomo Cerini, figura di notevole personalità, che fece innalzare l'Albero della Libertà ed accolse con gioia l'eroe dei due mondi quando transitò nei dintorni.


VIVARO ITALIANO     
La caduta della Repubblica Romana, dopo un'eroica difesa, non spazzò da Vivaro il vento nazionalistico che, in specie, venne tenuto vivo dai focosi fratelli Carraresi i quali, negli anni dopo il 1861, si adoperarono per fare di Vivaro un vivo centro patriottico. I difensori della patria si riunirono nella casa di Giuseppe Mazzetti per tramare attentati e gesti dimostrativi. Per molti di questi si aprirono anche le porte del carcere papalino ma, infine, il 20 settembre 1870, Roma  venne conquistata dalle truppe del generale Cadorna. Il plebiscito del 2 ottobre 1870 sancì l'annessione di Roma e del Lazio al regno d'Italia. Anche Vivaro divenne italiano: assunse il nome di Vivaro Romano ed il 28 novembre di quell'anno ebbe la su prima amministrazione italiana, con a capo il sindaco patriota Giuseppe Mazzetti.

 

Ultimo aggiornamento ( martedì 09 giugno 2009 )
 
Il Cardinale PDF Stampa E-mail
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Scritto da marcello   
sabato 02 agosto 2008

                                              Anteprima

               

 

Il Cardinale Angelo di Pietro Nacque a Vivaro Romano il 20 Maggio del 1828
Il 20 dicembre 1851  a soli 23 anni fu ordinato sacerdote e il 25 giugno 1866 fu nominato Vescovo ausiliario di Velletri e Segni.Il 1 Luglio 1866 fu nominato Vescovo titolare di Nissa e il 28 Dicembre 1877 fu nominato Arcivescovo  Titolare.Il 30 settembre 1879 ebbe l'incarico di Nunzio Apostolico in Brasile e il 21 maggio 1882 Nunzio Apostolico in Germania.Il 23 maggio 1887  ebbe l'incarico di Nunzio Apostolico in Spagna e nella cattedrale di Siviglia spicca una targa in ricordo della sua figura.Il 16 gennaio 1893 fu elevato a Cardinale da Papa Leone XIII e il 28 luglio dello stesso anno fu nominato prefetto della congregazione del consiglio.Il 22 giugno 1903 ebbe l'incarico di Cardinale Sacerdote nelle chiesa    romana di San Lorenzo in Lucina .Nel 1901 partecipo' al conclave successivo alla morte di Papa Leone XIII.Il  5 dicembre del 1914 ebbe fine la sua esistenza  terrena in San Lorenzo in Lucina e fu tumulato nel cimitero del Verano nella cappella del capitolo vaticano.Nel 1902 affranco' il comune di Vivaro Romano  da un intollerabile canone,lasciando nel suo testamento  tutto l'ex feudo borghese  al suo popolo  e per migliorarne le condizioni di vita fondo' l'Universita' Agraria ottimo strumenti di ripresa agricola.

 

Ultimo aggiornamento ( martedì 09 giugno 2009 )
 
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